CENNI STORICI SUL PAESE

Anche Sant’Ippolito, come la gran parte dei paesi dei dintorni, sorse con tutta probabilità dopo le invasioni di Cosenza da parte dei saraceni. Negli anni tra il 975 ed il 986 d.c. i cosentini, per sfuggire alle devastazioni, cercarono rifugio nelle colline circostanti la città formando nuovi centri abitati e dando in questo modo vita ai cosiddetti “Casali” di Cosenza. La città di Cosenza ed i suoi casali rimasero nella storia sempre strettamente legati, e non furono mai infeudati, ma restarono sempre proprietà demaniali, a parte i brevi periodi in cui i casali furono venduti.

Il casale di Sant’Ippolito fu in passato frazione del comune di Pietrafitta. Insieme al vicino Borgo Partenope, si staccò alla fine dell’ottocento per diventare frazione della città capoluogo, del cui comune tuttora fa parte. Gli storici Andreotti e Arnoni accennano al coinvolgimento di Sant’Ippolito nel tentativo, da parte di Capobianco, di far insorgere alcuni paesi durante le rivolte promosse dalla Carboneria nel 1813.

Come tutta la Calabria, Sant’Ippolito non fu risparmiato dai vari terremoti che si sono succeduti durante la storia. I danni provocati al paese furono sempre considerevoli: nel 1638 il terremoto provocò la morte di quattro persone e la distruzione di trentotto case, ancora quello del 1783 lasciò lesionate le case e le chiese. Nel corso del XIX secolo sono da ricordare il sisma del 1832, avvenuto l’8 marzo (data in cui si celebra la festa votiva del Santo patrono), e soprattutto quello del 12 febbraio 1854. In questa occasione l’abitato di Sant’Ippolito fu tra i più colpiti del circondario di Cosenza: le case andarono quasi tutte in rovina e la stessa sorte toccò alle chiese. Si contarono sei morti e molti furono i feriti.

Tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento, come nel resto del Sud Italia, Sant’Ippolito conobbe il fenomeno dell’emigrazione. Moltissimi lasciarono il paese in cerca di lavoro, emigrando soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in Canada e Belgio.

 Il nome del santo dato al  paese è una conferma del forte legame tra i suoi abitanti ed il martire Sant’Ippolito.