(1919-1945)

Alfredo Dionisio, figlio di Nicola Dionisio e Lucia Spagnuolo nacque il 28 marzo 1919 a Lapeer, nel Michigan (U.S.A.), dove i suoi genitori erano emigrati.  Nel 1922 la famiglia, lui incluso, ritornò a S. Ippolito. Alfredo conseguì il diploma in ragioneria, e poco dopo andò a frequentare il corso di allievo ufficiale il che era un requisito ma poteva essere rimandato, aveva una durata di sei mesi. Lui decise di completarlo, per poi concentrarsi sulla sua carriera professionale o continuare gli studi senza interruzioni. Ma alla fine dei sei mesi dovette rimanere nell’esercito, forse a causa delle preparazioni per la seconda guerra mondiale. Si arruolò negli Alpini e fu stazionato nel Nord Italia, frequentando nello stesso tempo l’università di Roma. Dopo avere ottenuto il grado di tenente fu assegnato a un posto di guardia di frontiera al confine dell’Austria. Quando l’Italia si arrese agli Alleati nel settembre del 1943, i tedeschi occuparono il posto catturando l’intero contingente. Prima della cattura lui distrusse il diario che aveva tenuto fino a quel giorno, come stabilito dalle autorità militari. Ne iniziò un’altro il 12 settembre, al principio della sua prigionia in diversi campi di concentramento che avevano una cosa in comune: scarse razioni di cibo e cattive condizioni in generale.


Nell’aprile del 1944 si ammalò di pleurite e poco dopo fu trasferito in ospedale ma le sue condizioni peggiorarono continuamente a causa della malnutrizione e della mancanza di assistenza medica. Le sue condizioni di salute portarono le autorità tedesche ad autorizzare il suo rimpatrio, che però non fu mai realizzato forse a causa della precaria situazione in Germania a quel tempo. Nel gennaio del 1945 fu trasferito nel’orrendo campo di Fullen.


La quantità di alimenti era limitata, e altre provviste erano disponibili ai prigionieri tramite il contrabbando, ma il costo era alto e il denaro scarso, come erano scarsi anche gli articoli personali da potere barattare. Una simile situazione esisteva nell’ospedale dove lui scambiò tutto quello che aveva per qualcosa da mangiare. L’unica cosa che non voleva lasciare andare era l’anello d’oro che  fratelli e sorelle gli avevano dato in occasione del suo diploma, ma la necessità lo forzò poi a privarsi anche di questo. L’annotazione nel suo diario in quella occasione: “Ho fame sono ammalato e tutto è giustificato”. Era il 25 aprile 1945. Lui morì l’11 giugno 1945, sette giorni dopo l’arrivo delle forze alleate. Due soldati che erano con lui al suo decesso portarono alla famiglia la notizia della sua morte, e pochi articoli personali che non avevano nessun valore per altri ma soltanto per lui, incluso il suo diario con annotazioni quasi giornaliere fino a quando le condizioni di salute glielo permisero. I suoi resti furono riportati in Italia nel 1951, e ora riposano nel cimitero di S. Ippolito. La piazza del paese, che era Piazza Santa Lucia, è adesso Piazza Alfredo Dionisio.

Testo e foto in bianco e nero inviateci da Luigi Dionisio (USA)