A Borgo Partenope, allora Torzano, nacque Rutilio Benincasa. Scrive S. Spiriti che: “Nacque nell’anno 1555 in Tursano picciolo Villaggio di Cosenza…” e, secondo la tradizione, è ancora visibile in paese la casa che abitò. Oltre alla data di nascita, 1555, sono poche le notizie storiche sulla vita di questo personaggio, la cui morte si data verso l’anno 1626. Fu matematico, cultore di astronomia e ricercatore dei misteri della cabala. La sua fama è legata all’opera “Almanacco Perpetuo” che godette di grande fortuna. Quest’opera fu scritta da Rutilio nel 1587, e venne poistampata per la prima volta a Napoli, nel 1593, presso G. G. Carlino. Fu ristampato fin quasi ai nostri giorni, ma, dopo la morte dell’autore, fu ritoccato da molti altri studiosi con lo scopo di aggiornarlo. La modifica più forte è quella operata nel ‘600 da Ottavio Beltrano, di Terranova di Calabria Citra, che aggiunse all’Almanacco varie parti e lo illustrò.

Il titolo della maggior parte delle edizioni successive alla modifica del Beltrano recita così:

ALMANACCO PERPETUO

DI RUTILIO BENINCASA COSENTINO

Illustrato e diviso in cinque parti da

OTTAVIO BELTRANO

Di Terranova di Calabria Citra

Opera molto necessaria, e dilettevole, come anco di gran giovamento, ed utile a ciascheduno, e particolarmente

Ad Astrologi, Fisonomici, Medici, Fisici, Chirurgi, Barbieri, Distillatori, Alchimisti, Agricoltori, Pittori, Nocchieri, Viandanti, Mastro di Campo, Sergenti Maggiori, Aiutanti, e qualunque altra persona curiosa.

La fama di Rutilio Benincasa è dovuta soprattutto alle tavole numeriche che gli sono attribuite. Attraverso queste tavole sarebbe possibile prevedere, attraverso vari calcoli, l’uscita dei numeri del lotto. Ma di queste tavole rutiliane per il lotto non c’è traccia nell’Almanacco, anche se a Rutilio sono attribuiti molti altri libri che si occupano di Cabala (quasi tutti apocrifi).

Nell’Almanacco Perpetuo, il Benincasa e in seguito il Beltrano, si occupano soprattutto di astrologia antica (luna, eclissi, corpi celesti, segni dello zodiaco) di curiosità, oltre che di varie nozioni di storia, anatomia, agricoltura, aritmetica e geometria. In pratica è una sorta di piccola enciclopedia del tempo, dove si ritrovano anche molte delle credenze popolari di allora.

– Potete leggere qui alcuni stralci dell’Almanacco Perpetuo. Riflettono il contenuto e lo stile di tutta l’opera che, col linguaggio dell’epoca, mescola dati scientifici, leggende e curiosità:

Alcuna virtù dell’Acque

  • In Calabria sono due Fontane mirabilissime, una è Grati, e l’altra è Sibbari, le quali fanno li capelli d’oro. In Etiopia vi sono due stagni, che chi ne beve li fanno pazzi. Apollo hà un lago, che fà disvenir le persone. In Arcadia un Lago, che chi ne beve la notte, l’uccide, ma il giorno nò. In Svetta si trova un Fonte, che volando gli uccelli per di sopra cascan morti. In Asia v’è una specie d’acqua, che avvicinandola al fuoco s’accende. Nella Persia un’altra fonte d’acqua, che ne beve li fa cascar li denti. In Egitto si trova un Fiume, che lavandosi fa cascar i capelli dalla testa. In Sorrento v’è un Fiume, che converte le cose in pietra, e di questo se n’è fatto esperienza con un guanto, perché dalla parte, che toccò l’acqua, si convertì in pietra, e l’altre cose di grandissima meraviglia. Similmente vanno in forma di varj costumi gli Huomini con le loro influenze, & anco l’herbe, e le pietre con diversissime nature. L’acqua del Mare si move in trè volte; la prima si chiama trepidatione, la seconda fluttuazione, e la terza flusso reflusso, questi movimenti si fanno da Settentrione ad Austro, così variano tutte le nature de gli animali della terra, e del Mare.

    (Parte I. dell’Almanacco Perpetuo – Alcuna virtù dell’Acque. Cap. XXI)

Trattato della Fisonomia – Della Fronte

    • Tutti quelli, che hanno la fronte grande assai, sono pigri, ponderosi, e si assomigliano ai Buoi. Quelli , che hanno la fronte piccola, e stretta sono ignoranti, indocili, e mangiatori, e si assomigliano ai Porci. La fronte rotonda dinota iracondia, e miserabilità. La fronte larga significa sapienza. La fronte quadrata, e moderata, dinota magnanimità, sapienza, e si assomigliano a’ Leoni. La fronte nubilosa significa audacia, e si assomigliano al Tauro, ed al Leone, e questo appare nei Cani, i quali quando hanno la fronte quieta sono timidi, ma quando hanno la fronte nubilosa sono iracondi. La fronte pallida dinota melanconia.

(Trattato della Fisonomia – Della Fronte. Cap. XXXVI)

 Che cosa sia un Mese

  • Tanto vuol dir Mese, quanto misura d’anno, e gl’antichi lo chiamavano Lunata, come oggi lo chiamano i Pagani i quali non hanno numero d’Anno giusto, ma dicono una Lunata, due Lunate, e via discorrendo, e in questo modo fanno in 12 Lune un Anno, ma noi lo chiamiamo Mese, cioè misura di un Anno, e per levare, che non dicano mezz’Anno, né terzo, né quarto d’Anno trovarono, che si dica, tre, quattro, e sei Mesi.

(Trattato IV. Dell’Appart. Dell’Anno – Che cosa sia un Mese. Cap. V)